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Progetto MEET: Prevenire i NEET con la creatività

Come si fa a prevenire il fenomeno dei neet? È una sfida molto difficile, ma vale la pena provarci, soprattutto quando si riesce a mettere insieme un gruppo di adolescenti di 17/18 anni e si prova a fare delle attività con loro. Nei loro sguardi curiosi del mondo che li circonda, anche se inizialmente un po’ timidi ci sono tutte le risposte che noi adulti cerchiamo e la motivazione che ci spinge a voler provare a tutti i costi a cambiare qualcosa. Nel dialogo con loro in un confronto che si prova a fare alla pari, escono fuori prospettive nuove.

 

Come ICSE&Co e partner capofila del progetto “MEET: Costruzione di comunità di Self-Development”, siamo arrivati a metà del percorso. Abbiamo organizzato i primi incontri conoscitivi e anche concluso le due giornate di laboratorio creativo, con un laboratorio di stampa 3D scelto insieme ai ragazzi in base ai loro interessi, molto atteso dai partecipanti.

Il gruppo è decisamente eterogeneo per grado di intraprendenza, timidezza, chiarezza delle idee sul futuro e paese di origine dei genitori, ma è unito dal filo rosso della loro giovane età e dalla volontà di partecipare a questo progetto con entusiasmo. Sono tutti ragazzi che vanno a scuola e frequentano le classi terze e quarte. È vero, vanno a scuola e non rientrano nella categoria NEET, ma confrontandoci ripetutamente con i loro professori, ci siamo resi conto che questi ragazzi hanno bisogno di uscire dalla loro zona di comfort scolastica. Devono vedere e sperimentare cosa c’è fuori, confrontandosi con situazioni diverse dalla loro quotidianità e con altri giovani coetanei.

Il workshop di stampa 3D organizzato presso il Makerspace Lofoio, nel bellissimo quartiere di Santo Spirito a Firenze, è stato un successo sia per la bravura del docente Marco di Domenico che per l’accoglienza dell’architetto Francesca Lupo. Quello che i ragazzi hanno apprezzato di più è stato il poter mettere le mani in pasta. Dopo una prima fase di preparazione del progetto ce di stampa degli oggetti scelti, c’è stata una seconda fase di post produzione, dove i ragazzi muniti di lima e strumenti vari hanno raffinato gli oggetti stampati.

Questi primi incontri e attività fatte insieme ci dimostrano che coinvolgere i giovani in attività pratiche e creative è una strategia efficace per prevenire il fenomeno dei NEET. Offrendo loro opportunità di apprendimento fuori dall’ambiente scolastico tradizionale, possiamo stimolare la loro curiosità, aumentare la loro fiducia e fornire loro le competenze necessarie per affrontare il futuro con determinazione. Il progetto “MEET” sta mostrando come la collaborazione e l’impegno congiunto possano fare una differenza reale nella vita dei giovani, preparandoli a diventare cittadini attivi e consapevoli.

 

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