Website: https://erasmus-plus.ec.europa.eu/projects/search/details/2023-1-IT03-KA154-YOU-000150381
Start date 01-06-2023
End date 30-11-2024
Budget: 58.996,00 €
Coordinator: ICSE & CO
Partner: Osservatorio di Genere (IT) , ASSOCIAZIONE NEXT GENERATION ITALY APS (IT)
Objectives
Il progetto MEET ha avuto l’obiettivo di promuovere pratiche partecipative di comunità giovanili per la prevenzione del fenomeno dei NEET, con un’attenzione particolare ai gruppi di giovani più vulnerabili, come le ragazze e le seconde generazioni di migranti.
Gli obiettivi perseguiti sono stati:
1) l’elaborazione di percorsi di potenziamento individuali per i giovani maggiormente a rischio di diventare NEET, con interventi specifici rivolti al target femminile;
2) il favorire la piena partecipazione dei beneficiari alla vita sociale delle comunità attraverso forme di partecipazione dal basso;
3) la promozione del dialogo tra giovani, policy-maker locali e stakeholder, per accogliere le istanze dei giovani stessi e favorire l’elaborazione di politiche più efficaci e lungimiranti in materia di formazione, lavoro e orientamento nei diversi territori.
Implementation
MEET ha realizzato diverse attività le principali sono state:
la realizzazione di un indagine sul tema dei NEET diffusa sia tra il target group che altri giovani. L’indagine realizzata nella fase iniziale del progetto attraverso la diffusione di un questionario anonimo ha interpellato giovani tra i 16 e i 29 anni sul tema dei neet al fine di comprendere meglio la loro conoscenza del fenomeno, i bisogni formativo-lavorativi e soprattutto il loro punto di vista, grazie ad una serie di domande aperte per una libera espressione di opinioni e idee.Il campione è composto da un totale di 213 questionari compilati ed ha in prevalenza un’età che si attesta tra i 16 e 18 anni (43,3% in totale, di cui il 17,4% ha 17 anni) mentre le restanti età sono parcellizzate ad eccezione dei ventenni che arrivano al 9,4%.
la realizzazione di 5 incontri locali nei territori di riferimento dei partner per un totale di 15 eventi a cui hanno partecipato 15 partecipanti ciascuno per un totale di 225 partecipanti;
la realizzazione di un evento finale a Roma con 72 partecipanti riferiti al nostro target group di cui 6 decisori politici:
la redazione di un decalogo di interventi pe rla promozione del fenomeno dei NEET da diffondere alle istituzioni.
Di seguito una descrizione del target raggiunto.
Il progetto MEET ha attivamente coinvolto giovani appartenenti alle reti di ciascun partner per sviluppare una logica progettuale in grado di rispondere ai bisogni concreti dei giovani a rischio del fenomeno NEET, con un’attenzione particolare alle categorie più vulnerabili, come le ragazze e le seconde generazioni di migranti. I partecipanti includevano volontari e tirocinanti che hanno collaborato quotidianamente all’implementazione delle attività associative dei partner. Alcuni di loro sono stati coinvolti in spazi pomeridiani (centri di aggregazione giovanile, doposcuola, luoghi di incontro) gestiti da cooperative locali con cui le associazioni avevano attivato collaborazioni. Il loro ruolo è stato strategico per raggiungere e coinvolgere i giovani che frequentavano questi spazi.
Il target principale del progetto comprendeva giovani di età compresa tra i 16 e i 21 anni, a rischio di abbandono scolastico o esclusione dal mondo della formazione e del lavoro, provenienti da gruppi emarginati come le ragazze e i giovani con background migratorio. I dati raccolti hanno evidenziato l’urgenza di intervenire su questi gruppi: ad esempio, in Toscana, il 60,3% dei NEET erano donne, mentre a livello nazionale il 33,5% dei NEET provenivano da contesti migratori, rispetto al 22,5% dei loro coetanei italiani.
Le attività implementate hanno incluso il contatto con scuole locali ad alta presenza di studenti stranieri per individuare i giovani a rischio di abbandono scolastico, la collaborazione con centri di aggregazione giovanile e cooperative impegnate nel sostegno ai minori, e il coinvolgimento di associazioni studentesche. Inoltre, è stata avviata una collaborazione con il settore Nidil dei sindacati per raggiungere giovani lavoratori precari, offrendo loro orientamento e opportunità formative.
Un caso specifico è stato quello di Bologna, dove il partner ha operato in quartieri periferici complessi, caratterizzati da difficoltà sociali e un’elevata esposizione al rischio di esclusione. In questi contesti, i giovani, soprattutto nella fascia d’età 16–18 anni, affrontavano problemi legati alla legalità, all’affettività e alle relazioni sociali.
Il progetto ha inoltre coinvolto i decisori politici attivi nel settore giovanile, tra cui rappresentanti di enti locali (comuni e regioni), membri di sezioni locali di partiti politici e rappresentanti nazionali, come il Dipartimento per le Politiche Giovanili. Questi stakeholder hanno partecipato, insieme ai giovani beneficiari, a processi partecipativi che li hanno portati a riflettere su come migliorare le condizioni socio-economiche dei NEET e a promuovere misure preventive per i più giovani (15–24 anni) al fine di ridurre gli abbandoni scolastici e i periodi di inattività.
Infine, MEET si è rivolto a un pubblico più ampio, comprendente stakeholder, membri della comunità educante, amministratori del settore giovanile e la società civile, per sensibilizzare sull’importanza di affrontare il fenomeno del disagio giovanile in modo sistemico. Il progetto ha evidenziato come la condizione dei NEET sia il risultato di fattori sociali e culturali, e non solo individuali, promuovendo interventi capaci di prevenire questo fenomeno attraverso una rete locale solida e inclusiva.
Results
Il progetto MEET ha ottenuto risultati significativi attraverso una serie di attività mirate a sensibilizzare e affrontare il fenomeno dei NEET (Not in Education, Employment, or Training), coinvolgendo sia giovani del target group sia altri stakeholder rilevanti. Ecco i principali risultati e le attività realizzate:
> Indagine sul fenomeno dei NEET
Una delle attività centrali del progetto è stata la realizzazione di un’indagine volta a esplorare la percezione e la conoscenza del fenomeno NEET tra i giovani, i loro bisogni formativo-lavorativi e le loro opinioni. L’indagine, condotta durante la fase iniziale del progetto attraverso un questionario anonimo, ha raccolto dati significativi da 213 giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni. La fascia di età maggiormente rappresentata è stata quella tra i 16 e i 18 anni (43,3% del totale, con il 17,4% di partecipanti di 17 anni). Il questionario comprendeva domande aperte che hanno permesso ai partecipanti di esprimere liberamente opinioni e proposte, offrendo una preziosa base di conoscenza per guidare le successive attività del progetto.
> Incontri locali di sensibilizzazione e confronto
Il progetto ha organizzato 5 incontri locali in ciascuno dei territori di riferimento dei partner, per un totale di 15 eventi. Ciascun incontro ha visto la partecipazione di 15 giovani, per un totale complessivo di 225 partecipanti. Questi eventi hanno rappresentato un’opportunità per creare spazi di dialogo, condivisione e confronto, consentendo ai giovani di discutere apertamente delle loro sfide e di proporre soluzioni concrete per contrastare il fenomeno NEET nei loro contesti locali.
> Evento finale a Roma
A conclusione del progetto, è stato realizzato un evento finale a Roma che ha riunito 72 partecipanti del target group, tra cui 6 decisori politici. Questo evento ha avuto l’obiettivo di presentare i risultati del progetto, promuovere il dialogo diretto tra i giovani e i rappresentanti istituzionali e rafforzare il messaggio sull’importanza di politiche giovanili più efficaci.
> Redazione e diffusione di un decalogo di interventi
Un altro importante risultato del progetto è stato la creazione di un decalogo di interventi per promuovere la prevenzione del fenomeno dei NEET. Il decalogo, elaborato sulla base delle conoscenze acquisite durante l’indagine e i confronti locali, è stato diffuso alle istituzioni locali e nazionali. L’obiettivo era fornire uno strumento concreto e orientato all’azione per migliorare le politiche giovanili e favorire l’inclusione socio-economica dei giovani a rischio.
> Impatto complessivo
Grazie a queste attività, il progetto MEET ha sensibilizzato un totale di oltre 300 giovani e coinvolto direttamente 6 decisori politici, creando uno spazio di partecipazione inclusivo e orientato al cambiamento. Le attività hanno permesso di accrescere la consapevolezza sul fenomeno NEET e di rafforzare il dialogo tra i giovani e le istituzioni, gettando le basi per politiche più mirate e lungimiranti. MEET ha promosso una riflessione trasformativa sui giovani partecipanti, partendo dall’analisi del “Sé” e della propria sfera desiderante. Questo approccio ha permesso di guidare i giovani da uno stato di confusione e smarrimento a un percorso continuo di riflessione su sé stessi, finalizzato ad attivare la persona nella sua totalità, con i propri bisogni, desideri e motivazioni.
Il cambiamento non è stato affrontato unicamente a livello individuale, ma anche in una dimensione sociale, coinvolgendo il contesto più ampio in cui il fenomeno NEET si manifesta. Il progetto ha ampliato le possibilità dei giovani a rischio NEET di acquisire competenze trasversali attraverso esperienze concrete di crescita, sia in termini lavorativi che umani.
Tra gli impatti principali sui giovani si possono evidenziare:
– Empowerment personale: in particolare per la fascia giovanile femminile, che è stata supportata nell’individuare percorsi formativi e lavorativi in linea con i propri desideri.
Consapevolezza delle proprie risorse: i partecipanti hanno migliorato la capacità di analizzare i propri punti di debolezza, trasformandoli in opportunità di crescita, e hanno acquisito maggiore fiducia in sé stessi.
– Incremento del benessere psicologico e della partecipazione sociale: attraverso un processo educativo mirato, i giovani hanno migliorato il loro benessere generale e la capacità di partecipare attivamente alla vita comunitaria.
– Acquisizione di competenze: i partecipanti hanno approfondito conoscenze, competenze e strumenti per tracciare i propri bisogni formativi e professionali, esplorando il loro potenziale individuale e collettivo.
Anche le organizzazioni partner hanno beneficiato del progetto grazie a uno scambio proficuo di pratiche e metodologie, che potranno essere utilizzate nelle future attività. Questo ha contribuito a garantire la sostenibilità del progetto e ad ampliare le competenze degli operatori coinvolti.

